Il bianco degli occhi affondava nella notte come lame che, sfidandosi e incrociandosi, sprigionavano scintille di pensieri carichi di diffidenza. Un gabbiano si levò in volo garrendo indispettito. Fu il più piccolo dei due a rompere il silenzio con una vocina acuta che faticava a mantenersi ferma.

“Io mi chiamo Jack e ti prego di non farmi del male. Qui ce n’è abbastanza per tutti e due “.

“Io sono Fidel e non devi temere “disse l’altro “sono una creatura pacifica, detesto la violenza “.

“Bene“, Jack era decisamente rinfrancato. “Cosa ci fai qui? Hai un aspetto curato, non hai l’aria del vagabondo costretto a rovistare nell’immondizia “.

La scia bianca che univa gli sguardi s’interruppe, segno che Fidel aveva abbassato gli occhi; il labbro pendeva sfiorando il terreno mentre la voce risuonava tremula.

“E’ da poco che ho perso tutto, casa e famiglia, e, a parte il cuore spezzato, ancora non porto su di me i segni della mia disgrazia. Ma non ci vorrà molto“.

“Ti capisco, a me è successa la stessa cosa. E’ passato più di un anno da quando sono stato abbandonato; all’inizio si soffre molto, poi ci si fa l’abitudine. Non è così male“.

“Mah! Sarà come dici tu “osservò dubbioso Fidel. “Io so solo che il mondo mi è crollato addosso e non riesco a farmene una ragione. Oltretutto sto morendo di fame, non so da quanto tempo non metto qualcosa sotto i denti. E poi non capisco…”.

“Cos’è che non capisci? “                                                                                                                              

“Non capisco perché ci sia tanta ingiustizia! Ieri, o forse ieri l’altro, mentre vagavo senza meta ho sentito un gran trambusto e mi sono avvicinato per scoprire cosa stesse succedendo. C’erano parecchi furgoni pieni di nostri fratelli. Venivano dall’Ucraina, così ho sentito. Avresti dovuto vedere con quanto amore venivano trattati! Cibo in quantità, carezze, ogni genere di attenzioni. Nel vedere tutto quel ben di Dio ho provato ad approfittarne e mandare giù qualche boccone; apriti cielo! Le persone che si mostravano così amorevoli con gli ucraini mi hanno scacciato in malo modo, torna dal tuo padrone mi dicevano, qualcuno mi ha addirittura scagliato delle pietre.  Perché, mi chiedo? Come si può essere così generosi e allo stesso tempo così crudeli?“.

“Gli uomini sono fatti così” annuì Jack “pieni di sollecitudine nei confronti di ciò che accade lontano, cosa che li fa sentire migliori e fortunati, ciechi rispetto a ciò che succede accanto a loro: guardare rappresenterebbe un insopportabile atto d’accusa”.

Jack iniziò a scodinzolare allegramente.

“Guarda Fidel, un sacchetto pieno di ossi di pollo! Serviti pure”.

“Ma… i miei umani dicevano che i cani non debbono mangiarne perché possono lacerare lo stomaco”.

“Non preoccuparti! Basta masticare a lungo fino a sbriciolarli. Al massimo ti fai qualche buco nelle gengive, ma ne vale la pena, sono deliziosi. L’ho scoperto perché i miei umani me ne davano in continuazione, forse speravano di liberarsi di me in quel modo” e Jack emise un mezzo ululato di divertimento.

Fidel sospirò e addentò un bell’osso di coscia.  

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